Un nuovo record italiano maratona: 2h04’26” che cambia tutto
Tokyo port bene Iliass Aouani. a settembre er bronzo i mondiali di atletica oggi è un nuovo record italiano maratona che sposta definitivamente l’asticella.
Alla Maratona di Tokyo 2026, Iliass Aouani ferma il cronometro a 2h04’26”, diventando il primo italiano di sempre a scendere sotto il muro delle 2h05’. Un tempo che non è solo simbolico, ma tecnico: significa correre la maratona 42,195 km a una media di 2’57” al chilometro, con una gestione dello sforzo da atleta ormai pienamente inserito nella classifica elite maschile mondiale.
Il dato che impressiona? Il miglioramento. Aouani abbassa di 100 secondi netti il personale di 2h06’06” ottenuto a Valencia nel 2024. In un contesto internazionale dominato da etiopi e keniani, non è un semplice progresso: è un salto di categoria.
Record italiano maratona: il confronto con il primato di Yohanes Chiappinelli
Il precedente record italiano maratona apparteneva a Yohanes Chiappinelli, autore di 2h05’24” a Valencia nel dicembre 2024. Aouani lo migliora di quasi un minuto. Un’enormità su questa distanza.
Non è solo una questione cronometro: è il segnale che l’atletica leggera italiana sta vivendo un’evoluzione strutturale nella maratona, con standard ormai stabilmente sotto le 2h06’.
Il significato del muro delle 2h05’
Scendere sotto le 2h05’ non è un dettaglio statistico. È una soglia che separa gli ottimi maratoneti dai protagonisti assoluti del panorama internazionale certificato da World Athletics.

Con 2h04’26”, Aouani entra nella top ten europea all time, al settimo posto, a soli cinquanta secondi dal record europeo maratona di Bashir Abdi (2h03’36”). Dopo il bronzo ai campionti mondiali di atletica a Tokyo, possiamo inoltre dire che non siamo davanti a un exploit isolato, ma alla consacrazione di un atleta nel pieno della maturità tecnica.
Analisi tecnica della gara: ritmo, passaggi e gestione dello sforzo
Se guardiamo il nuovo record italiano maratona solo dal punto di vista cronometrico rischiamo di perdere il vero capolavoro: la gestione.
A Tokyo Aouani ha corso con lucidità assoluta, sempre nel gruppo di testa, protetto dagli occhiali scuri e dall’immancabile durag nero. Nessuna forzatura inutile, nessun cambio ritmo anticipato. Solo controllo, economia di corsa e fiducia nel lavoro fatto in preparazione.
Il passaggio alla mezza in 1h02’01” racconta già tutto: proiezione costante sulle 2h04’. Nessuna euforia, nessun rischio. Solo ritmo.
I parziali chiave fino al 30° km
I numeri parlano chiaro:
- 5 km: 14’48”
- 10 km: 29’28”
- 15 km: 44’09”
- 20 km: 58’51”
- Mezza maratona: 1h02’01”
- 25 km: 1h13’21”
- 30 km: 1h28’02”
Un ritmo inchiodato intorno ai 2’57” al chilometro, perfettamente allineato con l’obiettivo dichiarato. Fino al 30° chilometro Aouani è pienamente dentro il gruppo dei migliori, nel cuore della Tokyo Marathon, a contatto con atleti abituati a correre sotto le 2h04’.
Il cambio di ritmo al 37° km e la fase decisiva
La vera maratona, come sappiamo, inizia dopo il 35° chilometro. E infatti tra il 36° e il 37° la gara esplode.
Il quartetto composto da Tadese Takele, Geoffrey Toroitich, Alexander Mutiso e Daniel Mateiko cambia marcia: un 37° chilometro da 2’48” che spezza il gruppo.
Aouani perde contatto, ma non crolla. Ed è qui che si vede la maturità dell’atleta.
Resta per alcuni chilometri con Muktar Edris, poi prosegue da solo. Nessun cedimento strutturale, nessun chilometro sopra soglia critica. Solo gestione, testa bassa e ritmo costante fino al traguardo.
Passaggi finali:
- 35 km: 1h42’57”
- 40 km: 1h57’42”
Chiude in 2h04’26”, sesto assoluto nella classifica elite maschile, con una volata solitaria che certifica un dato: questo primato italiano maratona è frutto di solidità, non di azzardo.

Cosa significa questo record italiano maratona per l’atletica azzurra
Il nuovo record italiano maratona di Iliass Aouani non è solo un primato personale. È un messaggio chiaro all’intero movimento azzurro.
Con 2h04’26”, l’Italia si posiziona stabilmente nel gruppo delle nazioni europee di riferimento nella maratona. Entrando nella top ten europea all time e avvicinarsi al record europeo maratona.
Adesso viene la parte più interessante: vedremo le risposte dei suoi compagni di nazionale.
Yohanes Chiappinelli, che deteneva il precedente primato italiano maratona, vorrà sicuramente riprendersi il record. Yeman Crippa, con il record italiano in mezza maratona fatto la scorsa settimana a napoli, ha già dimostrato di avere il motore per correre su questi ritmi, deve solo digerire meglio i 42 km. Eyob Faniel resta un riferimento storico recente della maratona italiana.
La preparazione di Aouani per il record italiano maratona
Un record italiano maratona non nasce mai per caso. Dietro il 2h04’26” della Maratona di Tokyo 2026 c’è una costruzione metodica, quasi chirurgica.
Aouani, portacolori delle Fiamme Azzurre, ha impostato la preparazione con largo anticipo. Il lavoro specifico è iniziato a novembre, con una programmazione orientata chiaramente a un obiettivo: scendere sotto le 2h05’.
Il lavoro in altura a Iten
Gran parte del training è stato svolto negli altopiani keniani di Iten, uno dei centri nevralgici del mezzofondo e della maratona mondiale. Allenarsi lì significa confrontarsi ogni giorno con atleti abituati a correre a ritmi da 2h03’-2h04’.
L’altura, l’ossigenazione ridotta, la qualità dei gruppi di allenamento: tutto contribuisce a spostare il livello. E quando torni al livello del mare, la sensazione di economia di corsa cambia radicalmente.
Dal punto di vista tecnico, è evidente come Aouani abbia lavorato su:
- Stabilità del ritmo gara
- Efficienza meccanica
- Resistenza alla fatica oltre il 35° km
- Capacità di correre sotto i 3’/km in pieno controllo
Il test sui 30 km: il segnale prima del record
Chi segue il running lo ricorderà: il 5 dicembre aveva corso 30 km in 1h27’, viaggiando a 2’55” al chilometro. Un test che era già un indicatore chiarissimo.
Quando un atleta tiene 30 km a quel ritmo in allenamento controllato compiendo 75 giri di pista, significa che il muro delle 2h05’ è alla portata, se tutto si allinea il giorno della gara.
Il risultato di Tokyo è quindi la naturale conseguenza di una progressione iniziata nel 2022 con il debutto alla Milano Marathon (all’epoca miglior esordio di un italino in martona) e sviluppata stagione dopo stagione sotto la guida di Massimo Magnani.

Maratoneta per passione. Allenatore per vocazione. Tester per curiosità.Così amo riassumere il mio percorso nel mondo della corsa. Ho corso maratone e mezze maratone in tutta Europa, trasformando ogni gara in un’occasione per conoscere, sperimentare e raccontare. Nel mio blog condivido recensioni autentiche su scarpe e attrezzatura da running, unite all’esperienza di chi vive la corsa ogni giorno, dentro e fuori la pista.



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