Cos’è la deriva cardiaca
Se sei un runner che utilizza un cardiofrequenzimetro durante gli allenamenti, probabilmente ti sarà capitato di notare un aumento graduale della frequenza cardiaca anche se stai mantenendo lo stesso ritmo. Questo fenomeno si chiama deriva cardiaca (in inglese: cardiac drift) ed è del tutto normale, soprattutto durante le sessioni di corsa prolungata o con temperature elevate.
Ma cosa significa esattamente?
In parole semplici, la deriva cardiaca è l’aumento progressivo della frequenza cardiaca a parità di intensità di sforzo. In pratica, anche se continui a correre alla stessa velocità e con lo stesso impegno percepito, il tuo cuore comincia a battere più velocemente.
Dal punto di vista fisiologico, questo accade perché il corpo, nel tempo, perde liquidi attraverso il sudore, il sangue si concentra (plasma più denso) e il cuore è costretto a battere più velocemente per mantenere la stessa gittata cardiaca. Inoltre, intervengono anche la fatica muscolare, l’aumento della temperatura corporea (ed il corpo dovrà termoregolarsi per mantenero l’omeostasi) e stanchezza del sistema neuro-muscolare che porta ad una perdita di efficienza nella corsa.
Differenza tra deriva cardiaca e aumento normale della frequenza cardiaca
Attenzione: non confondere la deriva cardiaca con il semplice aumento della frequenza cardiaca dovuto a un incremento dello sforzo. Se, ad esempio, acceleri il ritmo o inizi una salita, è normale che il cuore lavori di più.
La deriva, invece, si verifica senza variazioni apparenti nello sforzo fisico o del ritmo sostenuto. È un indicatore molto utile per capire quanto il tuo corpo sta “soffrendo” nel tempo anche in condizioni che sembrano stabili. Ecco perché è così importante monitorarla, soprattutto se ti alleni con obiettivi di lunga distanza o in ottica di miglioramento della resistenza aerobica.

Perché si verifica la deriva cardiaca durante la corsa
Durante una corsa prolungata, soprattutto se il clima è caldo o umido, il tuo corpo inizia a “combattere” su più fronti: sudi, perdi liquidi, ti surriscaldi e i muscoli si affaticano. Tutti questi elementi contribuiscono a generare deriva cardiaca.
Uno dei motivi principali è la disidratazione: quando perdi liquidi, il volume del sangue si riduce, rendendo più difficile il trasporto dell’ossigeno ai muscoli. Per compensare, il cuore è costretto ad aumentare il numero di battiti per mantenere lo stesso flusso di sangue.
Altro fattore? La temperatura corporea. Correndo, produci calore. Se il corpo non riesce a disperderlo abbastanza velocemente, la temperatura interna sale e il cuore lavora di più per raffreddare l’organismo. A tutto questo si aggiunge l’affaticamento muscolare, che rende ogni passo un po’ più “costoso” dal punto di vista energetico.
Insomma, è una vera e propria reazione a catena fisiologica.
Impatto del sistema nervoso autonomo e dello stress
Un altro grande protagonista dietro alla deriva cardiaca è il sistema nervoso autonomo, in particolare la sua componente simpatica (quella che attiva l’organismo durante lo sforzo). Quando sei sotto stress fisico – o anche mentale – questo sistema rimane attivo più a lungo, aumentando il battito cardiaco anche in assenza di un vero incremento di sforzo.
Quindi sì: anche lo stress, il poco sonno, o una giornata particolarmente faticosa possono influenzare il tuo battito durante la corsa, contribuendo alla deriva cardiaca.
Come monitorare la deriva cardiaca
Utilizzo del cardiofrequenzimetro e dei dati da orologio GPS
Oggi, grazie alla tecnologia, tenere sotto controllo la deriva cardiaca è più facile che mai. Se corri con un cardiofrequenzimetro, un orologio GPS o un’app di tracking, hai già tutto quello che ti serve per iniziare.
Ma cosa devi osservare, esattamente?
Durante una corsa costante (ad esempio un lungo lento o un fondo aerobico), monitora la frequenza cardiaca minuto dopo minuto. Se noti che il battito aumenta gradualmente, senza un cambiamento nel passo, stai osservando la deriva in azione.
Alcuni dispositivi (come quelli Garmin, Polar o Suunto) hanno funzioni dedicate che analizzano la deriva cardiaca confrontando l’andamento della frequenza con l’andatura nel tempo.
Ecco un trucco semplice: confronta la media del battito nella prima metà dell’allenamento con quella della seconda metà. Un aumento superiore al 5-7% può indicare una deriva evidente.

Zone di frequenza cardiaca e interpretazione dei dati
Per dare un senso ai dati, è fondamentale conoscere le tue zone di frequenza cardiaca. Sono di solito suddivise in 5 fasce, dalla zona 1 (rigenerante) alla zona 5 (massima).
Durante un allenamento aerobico, come un lungo lento, dovresti restare nelle zona 2 alta. Se noti che, a parità di ritmo, il tuo battito sale e ti sposti verso zone più alte come la zona 3 o la zona 4, la deriva cardiaca sta iniziando a farsi sentire.
Sapere in che zona ti trovi ti aiuta a:
- Capire se stai correndo troppo intensamente (anche se non te ne accorgi)
- Riconoscere segnali di affaticamento o recupero insufficiente
- Ottimizzare le sessioni di corsa lunga o gli allenamenti specifici
Deriva cardiaca e performance
La deriva cardiaca può avere un impatto importante sulla qualità dell’allenamento, soprattutto se non la consideri nei tuoi piani. Quando il battito cresce in modo eccessivo a parità di sforzo, può voler dire che stai correndo oltre le tue reali capacità aerobiche, anche se il ritmo ti sembra sostenibile.
Questo porta a:
- Un recupero più lungo dopo l’allenamento
- Rischio di sovraccarico nel lungo periodo
- Riduzione dell’efficacia delle sedute aerobiche (perché vai troppo “in spinta”)
Ad esempio, se stai facendo un lungo lento ma la frequenza cardiaca si sposta in zona 4 nella seconda parte, quell’allenamento diventa più simile ad un progressivo a livello metabolico che ad un lungo lento E potrebbe compromettere il recupero per i giorni successivi essendo un lungo progressivo più lungo da recuperre rispetto ad un lungo lento.
Rischi di un’interpretazione errata dei segnali fisiologici
Molti runner, soprattutto chi ha meno esperienza, tendono a ignorare la deriva cardiaca o a valutare l’intensità dell’allenamento solo in base alla velocità. Questo può essere un errore.
Se non tieni conto della frequenza cardiaca, potresti:
- Correre troppo intensamente nei lunghi
- Sottovalutare lo stress fisiologico accumulato
- Allenarti in modo inefficace, senza migliorare la base aerobica
Al contrario, monitorare la deriva cardiaca ti permette di allenarti in modo più intelligente, rispettando i tuoi limiti del giorno e massimizzando la resa dell’allenamento.
Test del disaccoppiamento aerobico: come misurare la deriva cardiaca
La deriva cardiaca è una risposta fisiologica naturale: succede a tutti, dai runner principianti agli atleti d’élite. La differenza? Gli atleti più allenati riescono a contenere molto meglio questa variazione e a mantenere la frequenza cardiaca più stabile anche nelle lunghe distanze.
Per capire quanto siamo “resistenti” alla deriva, possiamo eseguire un semplice ma potente test del disaccoppiamento aerobico. Questo test aiuta a valutare quanto il cuore aumenta di giri durante un esercizio a ritmo costante, dandoci un’idea concreta della nostra efficienza aerobica.

Come eseguire il test passo passo
Ti serviranno:
- Un GPS o un treadmill
- Una fascia cardio affidabile
- Un percorso pianeggiante e condizioni meteo favorevoli (niente vento forte, caldo eccessivo o pioggia)
Ecco come fare:
- Riscaldati per 15 minuti con corsa facile, a sensazione. Questo serve a stabilizzare la frequenza cardiaca.
- Corri 2 intervalli da 30 minuti a ritmo costante, preferibilmente a un’intensità aerobica leggera (fondo lento, passo maratona o intensità che ti permette di respirare solo dal naso o parlare facilmente).
- Mantieni il passo più costante possibile (es: 5’ al km), con minime variazioni.
Calcolo della deriva cardiaca
Al termine del test, prendi la frequenza cardiaca media del primo e del secondo intervallo, e applica questa formula:
[(FC media secondo intervallo / FC media primo intervallo) x 100] – 100
Esempio:
Primo intervallo → 130 bpm
Secondo intervallo → 138 bpm
Deriva = [(138 / 130) x 100] – 100 = 6,1%
🟢 Se il valore è sotto il 5%, sei in una zona aerobica sostenibile.
🔴 Se oltre il 5%, la tua intensità è troppo alta per essere mantenuta a lungo.
Atleti professionisti spesso hanno una deriva tra 2% e 3%, segno di un sistema aerobico molto efficiente.
Come interpretare i risultati del test del disaccoppiamento
Questo test ti dà una fotografia precisa della tua efficienza aerobica attuale. Analizzando il dato su più allenamenti, puoi capire:
- Quando inizia ad aumentare la tua FC
- Quanto sei efficiente nel tempo a un certo ritmo
- Se i tuoi allenamenti stanno migliorando la resistenza
È un modo pratico, accessibile e potente per monitorare i progressi nel tempo e tarare meglio i tuoi ritmi di corsa.
Come ridurre e controllare la deriva cardiaca
La prima regola per ridurre la deriva cardiaca è semplice ma spesso sottovalutata: aumentare il volume di km settimanali e allenarsi nella giusta zona aerobica. In pratica, significa fare molti allenamenti a intensità bassa o moderata (le famose corse lente), dove il cuore lavora in modo efficiente senza affaticarsi troppo.
Un incremento di allenamenti come:
- Fondo lento
- Corsa a ritmo conversazionale
- Lunghe distanze a bassa intensità
- Sessioni in zona 2 (65-75% della FC max)
porta ad un efficentamento della frequenza cardica
Questi stimolano l’adattamento del sistema cardiovascolare, migliorano l’efficienza aerobica e aumentano la capacità di mantenere la frequenza cardiaca stabile anche su tempi lunghi.
Attenzione anche al volume: correre troppo spesso in soglia o oltre può peggiorare la capacità aerobica nel lungo periodo, accentuando la deriva.
Questi allenamenti sono molto importanti in preparazione maratona e preparazione mezza maratona, in queste gare limitare la deriva cardia può portare a ottimi miglioramenti cronometrici.

Alimentazione, idratazione e gestione del carico di lavoro
Non si tratta solo di quanto e come ti alleni, ma anche di come ti prepari e recuperi.
Alimentazione:
Correre a digiuno o con riserve di glicogeno basse può aumentare la deriva, perché il corpo deve lavorare di più per produrre energia.
Prima dei lunghi, assicurati di avere un buon apporto di carboidrati complessi e non saltare i pasti principali.
Idratazione:
La disidratazione è uno dei fattori chiave della deriva cardiaca. Anche una perdita del 2% di liquidi può influenzare negativamente la frequenza cardiaca. Bevi prima, durante (se necessario) e dopo l’allenamento.
Recupero e carico:
Se corri troppo spesso o con recuperi insufficienti, il sistema nervoso autonomo rimane attivato troppo a lungo. Questo provoca un aumento della FC anche a riposo e può rendere più evidente la deriva.
Alterna giorni intensi a giorni facili e inserisci regolarmente settimane di scarico.
Conclusioni e consigli pratici
La deriva cardiaca è un fenomeno naturale, presente in tutti i runner, ma non per questo deve essere ignorata. Al contrario: diminuire il suo impatto ed efficentarla ti aiuta a rendere i tuoi allenamenti più efficaci, personalizzati e sostenibili arrivando così ad ottenere il PB in maratona o mezza maratona.
Ricapitolando i punti chiave:
- È normale che la frequenza cardiaca aumenti durante uno sforzo prolungato, anche a parità di ritmo.
- Questo aumento può essere contenuto attraverso un allenamento mirato nella zona aerobica.
- Dispositivi come cardiofrequenzimetro e GPS sono strumenti fondamentali per monitorare la deriva.
- Il test del disaccoppiamento aerobico è semplice ma molto utile per capire se l’intensità scelta è sostenibile.
- Alimentazione, idratazione e gestione del carico fanno una grande differenza nel prevenire derive eccessive.
Se impari ad ascoltare i segnali del tuo corpo e a leggere i dati con consapevolezza, potrai:
- Migliorare le tue performance a lungo termine
- Recuperare meglio
- Allenarti in modo più intelligente, non solo più duro
Consiglio finale da runner a runner:
Non inseguire sempre il ritmo sul cronometro. Ogni tanto, concentrati sul battito, sul respiro e sulle sensazioni. È lì che capisci davvero come stai correndo.

Maratoneta per passione. Allenatore per vocazione. Tester per curiosità.Così amo riassumere il mio percorso nel mondo della corsa. Ho corso maratone e mezze maratone in tutta Europa, trasformando ogni gara in un’occasione per conoscere, sperimentare e raccontare. Nel mio blog condivido recensioni autentiche su scarpe e attrezzatura da running, unite all’esperienza di chi vive la corsa ogni giorno, dentro e fuori la pista.


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